cappella san severo

Massone, alchimista, inventore, Raimondo Di Sangro, detto il Principe di San Severo, è una delle figure più complesse ed enigmatiche nella storia recente di Napoli. Nato a Foggia nel 1710, ha trascorso  gran parte della sua vita nella citta partenopea dove, ancora oggi, è ricordato come uno dei cittadini più illustri. Di Sangro ha condotto esperimenti in quasi tutti i campi della conoscenza,  parecchi dei suoi studi sono andati persi ma fortunatamente ha lasciato un testamento di pietra incancellabile: La Cappella di San Severo

Ci troviamo nel quartiere S.Giuseppe a Napoli, una targa sulla via che costeggia il caseggiato, ricorda Raimondo di Sangro Principe di San Severo. Nella cappella della sua famiglia, nella seconda metà del ‘700, fece un restauro molto importante, tanto importante, da coinvolgere i più grandi artisti del tempo. L’interno del monumento è molto suggestivo: appena entrati c’è un soffitto che emana una luce davvero unica, su di esso sono state rappresentate delle immagini che raffigurano dei basso rilievi in marmo ma la cosa che più stupisce sono i colori, i quali, sono rimasti intatti nel corso dei secoli e sono stati prodotti dal principe in persona.  

Cappella San Severo – Il Cristo Velato

cappella san severo

L’opera più celebre e sorprendente che si trova all’interno della Cappella è “Il cristo velato”, scolpita nel 1753 dall’architetto Giuseppe San Martino. La scultura rappresenta Gesù Cristo adagiato su un letto e ricoperto da un velo. Un’opera unica che ha scatenato mille ipotesi: si è arrivato a dire che il Principe  avesse trovato il modo di pietrificare un velo  ma successivi studi hanno dimostrato che la statua è stata ricavata direttamente da un blocco di marmo. A seconda della prospettiva da cui si guarda il capolavoro, il Cristo, cambia espressione: da un volto che esprime sofferenza passa ad assumere un’aria di serenità. 

cappella san severo

Ai lati del Cristo Velato troviamo altre sculture. “La Pudicizia“, scolpita da Antonio Corradini, è una statua velata che il principe di San Severo volle dedicare a sua madre morta poco dopo la sua nascita.  “Il Disinganno “opera del Queirolo,  raffigura un uomo che tenta di liberarsi da una rete, quest’ uomo, non è altro che il padre di Raimondo di Sangro, il quale, dopo una vita fatta di vizi e peccati, riuscì a convertirsi ad una fede autentica.   

La cappella Sansevero è quindi un luogo intriso di magia e suggestione e, chi si reca a Napoli, non può non visitarla.  

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Categorie: Musei

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